App Art & Culture: il portale del nuovo millennio

28 luglio 2016

Non tutti possono vedere la Valle dei Templi, uno tra gli esempi più importanti dell’architettura greca e altrettanto “Tiger Lilies” di Claude Monet nel Museo nazionale d’arte occidentale a Tokyo.

Malgrado richiamino un pubblico vasto, arte e cultura spesso non sono alla portata di tutti, ma Google vuole imprimere una svolta.

 

British Museum app virtual reality

British Museum app virtual reality

 

Cinque anni fa, l’iniziativa promossa dall’Istituto culturale di Google ha raccolto l’adesione di più di 1.100 istituti per portare opere d’arte, manufatti e visite ai musei a 360 gradi online. Il risultato è stata l’app Arte & Cultura, lanciata ufficialmente lo scorso anno e disponibile per Android e iOS. Oggi, grazie a un aggiornamento, Google ha implementato l’applicazione con due aggiunte rilevanti, trasformando i dispositivi mobili in un vero e proprio portale per entrare in contatto con l’arte:

  • Google Cardboard: trasforma le due immagini sullo schermo del tuo smartphone in una sola, creando un viaggio 3D veramente immersivo (per ora è disponibile in venti location, tra cui la Valle dei Templi);
  • Art Recognizer: trasforma la tua visita nel museo in un’esperienza multimediale.

 

 

Tramite i tour virtuali puoi esplorare i luoghi cliccando avanti e indietro lungo un percorso prestabilito, mentre una traccia audio narra ciò che si sta guardando.

“Non esiste nulla che permetta di sostituire la visita di una persona”, afferma Luisella Mazza, capo delle operazioni presso l’Istituto di Cultura di Google.

Per quanto riguarda invece le visite sul posto, è possibile usare Art Recognizer, una nuova funzione che aiuta i visitatori ad apprendere molto di più sull’arte mentre visitano i musei. Puntando la camera del vostro smartphone sull’opera d’arte il software di Google riconosce l’opera e visualizza le informazioni relative – audio, video, biografia dell’artista, ecc – sul telefono.

Art Recognizer è una delle ultime app per musei progettata per ridurre l’uso delle tastiere. Mazza sostiene che la principale distinzione tra Art Recognizer e altri tour audio è che non richiede ai visitatori di seguire un percorso prestabilito attraverso il museo: “È, si spera, meno lineare e più immediato”.

Google auspica che queste nuove funzionalità permetteranno agli amanti dei musei (virtuali e non) di stabilire le connessioni tra il vasto archivio di manufatti artistici, culturali e storici sparsi per i musei di tutto il mondo.

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