Il sogno cinese di Facebook durato solo poche ore.

30 luglio 2018

Sembrava che Zuckerberg finalmente ce l’avesse fatta a portare Facebook in Cina e  invece l’entusiasmo è durato solo poche ore.  Appena l’autorità cinese che regola il cyberspazio ha appreso che la provincia dello Zhejiang aveva autorizzato il social network a collocare la società nel capoluogo Hangzhou, nei pressi degli uffici di Alibaba, tutto è andato in fumo. La pagina online che conteneva la licenza concessa a Facebook per aprire una sede in Cina è sparita, e con essa probabilmente ogni speranza di entrare nel mercato cinese, almeno nel prossimo futuro.

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La Grande Muraglia respinge ancora Zuckerberg

Facebook e Google, bandite in Cina dal 2010, sono le principali vittime cibernetiche del dragone. Le tensioni tra Stati Uniti e Cina non lasciano spazio ai progetti di Facebook che da anni appronta strategie di ingresso a est senza portare a casa il risultato. L’ultimo tentativo è quello di creare un hub di innovazione, come quelli già operanti in Francia, India, Corea e Brasile.

Notizie provenienti dal New York Times e riportate anche da Wired, sostengono che per questo progetto Facebook avrebbe investito 30 milioni di dollari per realizzare un incubatore di startup locali. Il nome di tale creatura sarebbe stato Facebook Technology e avrebbe avuto l’obiettivo di fare piccoli investimenti e fornire consigli a attività imprenditoriali nascenti. Tutto rimandato ad un indefinito futuro.

Il lato oscuro di questa faccenda è che, nonostante le resistenze di un Governo proibizionista, Facebook incassa dalle aziende cinesi circa cinque miliardi di dollari all’anno, proventi necessari a raggiungere gli utenti e i clienti all’estero.

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Google come Facebook?

Meglio per Google che, dopo anni di prove, sembra si sia guadagnato credibilità e la concessione di aprire un polo per l’intelligenza artificiale a Pechino dal quale è nato un gioco distribuito su WeChat che sfrutta proprio una mente artificiale. D’altro canto Google non ha ancora il permesso di operare in Cina con il suo shop Play ma è riuscito a reintrodurre Google Translate nel mercato dagli occhi a mandorla investendo anche in diverse startup e aziende cinesi come il grande competitor di Alibaba in fatto di e-commerce, JD.

Se c’è spazio per Facebook ad est lo scopriremo, ma non adesso…

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