Oppia, corsi gratuiti online e sapere condiviso

27 febbraio 2014

Oppia, corsi gratuiti online e sapere condiviso

Google lancia Oppia, progetto educativo open source che permetterà di apprendere ed insegnare agli altri gestendo attività interattive

OppiaPoche ore fa Google presenta un nuovo progetto di educazione online; si chiama Oppia ed è una piattaforma open source che si prefigge l’obiettivo di rendere più facile per chiunque accedere a risorse interattive per l’apprendimento, create online dagli utenti stessi.

Non si basa su un rapporto di reciprocità, quanto piuttosto sull’idea di sapere condiviso e diffuso accessibile a tutti; concetto tanto caro alla filosofia “buona” di Internet e della Rete in genere. Oppia è, di fatto, un tool molto versatile che stimola l’interattività e la partecipazione; fattore non trascurabile è il fatto che sia destinato anche all’utente poco esperto da un punto di vista tecnico. L’idea di base è che l’educazione online sia, oggi, fondamentale ma vada rivoluzionata per non ridursi ad una mera pubblicazione e condivisione di contenuti video o audio o testi anche se interattivi. Come è possibile evincere dal sito stesso, infatti, “la chiave è la risposta degli utenti, una persona non può imparare a suonare il pianoforte solo guardando un video di un esperto“. Come diciamo da tempo la Persona e le sue esigenze devono essere al centro; ciò si traduce in una personalizzazione dell’offerta, in questo caso formativa.

oppia-screenshot-open-sourceIl sito è estremamente minimale nell’interfaccia rispecchiando l’obiettivo di Oppia, così come lo stile comunicativo di Google. La user experience crediamo ne tragga grande giovamento soprattutto nella navigazione intuitiva del menu e nella semplicità di accesso alle varie attività, chiamate “esplorazioni”. La piattaforma è in divenire, vale a dire che chiunque  può liberamente contribuire al progetto inserendo nuove attività o migliorando/correggendo/arricchendo quelle già esistenti in un continuo e proficuo scambio.

Quanto detto lo leggiamo anche nelle dichiarazioni di Google: “Oppia è un sistema basato su un mentor, ovvero una persona che crea alcune domande all’interno del sito. In questo modo si spingono gli utenti a collaborare per fornire le migliori risposte e, di fatto, per creare un vero e proprio modulo di apprendimento. Lo stesso mentor può decidere quando un feedback è corretto o meno, se la questione va approfondita e in quali aspetti”.

 

 

 

Caratteristiche principali

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  • Gli studenti, dopo aver presentato le proprie risposte, ricevono un feedback personalizzato e customizzabile;
  • Le esplorazioni sono integrabili in qualsiasi pagina web;
  • Un dashboard con analytics online permette di migliorare ed integrare le esplorazioni facilmente nel corso del tempo; proprio per il suo essere Open source, Oppia mette a disposizione all’interno della piattaforma, un sistema che restituisca agli utenti il tasso di gradimento non solo dell’esplorazione in sé, ma anche della sua qualità;
  • Un editor di grafica direttamente on-line;
  • Una struttura che consente di integrare successivamente ed in modo semplice nuove interazioni e norme di classificazione;
  • Ad ogni studente è possibile associare parametri specifici che portino alla creazione di una esperienza interattiva più completa;
  • Controllo versione che permette la creazione ed editing in forma collaborativa delle versioni;
  • Responsive UI anche per mobile devices (ancora in progress).

Gli sviluppatori rispondono anche alle prime perplessità degli scettici che ne evidenziano le somiglianze con un progetto già ben avviato e utilizzato come quello di Wikipedia.

In realtà, sostiene Google, Oppia è molto più che una presentazione di contenuti; raccoglie, infatti dati su come gli utenti-discenti interagiscono con la piattaforma, tra di loro e con le esplorazioni offerte. Ciò consente ai moderatori e agli autori stessi di intervenire sui contenuti per proporre offerte sempre più precise e rispondenti alle esigenze degli utenti coinvolti. Il classico esempio che viene proposto è il caso di utenti che continuano a dare risposte non adeguate alla domanda posta, oppure non chiare per tutti. In questo modo l’autore può creare un nuovo percorso di studi specifico e adatto a chi è già ad un livello successivo creando, di fatto, diversi gruppi di apprendimento. In questo modo, l’esplorazione viene resa migliore anche in termini di accessibilità.

Sfortunatamente al momento non esistono informazioni certe su quanto Google sia coinvolta direttamente nel progetto e quanto, eventualmente, intenda investirci. Il disclaimer sul sito “Oppia is not a Google product” sembrerebbe suggerire che Google abbia messo a disposizione uno strumento che vivrà solo se alimentato dalle persone, appassionati o esperti, che intenderanno aderirvi. Al momento, la piattaforma risulta comunque gestita in modo diretto dagli sviluppatori.

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