Ricerca, innovazione e design intorno all’uomo.

27 aprile 2015

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Gli sviluppi scientifici hanno da sempre contribuito a migliorare la vita dell’uomo, aiutandolo a svolgere i suoi ruoli in diversi ambiti. Ancora una volta la scienza fa un grande passo in avanti realizzando la prima mano artificiale. Dopo anni di ricerca portati avanti dal progetto congiunto dell’Istituto Italiano di Tecnologia e dell’Inail si arriva ad un importante risultato: la soft hand.
La soft hand, è la prima mano artificiale made in Italy, che conferisce al paziente il completo recupero della mobilità.

 

Come funziona

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La soft hand collegata da due elettrodi all’avambraccio del paziente ne riceve i segnali e gli permetterà – senza interventi invasivi – di riacquistare il pieno controllo dei movimenti. Le prestazioni della mano protesica si perfezionano con l’esercizio e la riabilitazione, garantiti dal centro protesi dell’Inail a Brudio. Il paziente sarà in poco tempo in grado di svolgere autonomamente i gesti quotidiani, così come testimonia il primo paziente che ha testato la soft hand – Marco Zambelli, di Sant’Agata Bolognese –

«La mano ha grandi potenzialità e dal punto di vista meccanico permette di muovere le articolazioni delle falangi fino a chiudere il pugno».

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Considerazioni

La soft hand, realizzata con la stampate 3D, sarà disponibile nel 2017 dopo i test pre-clinici. La modalità di produzione rende la soft hand un successo sia dal punto di vista tecnologico che da un punto di vista economico. Infatti, sarà accessibile a un largo numero di persone e ad un prezzo moderato. Poco più di un motorino.

 

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