Dall’antenato del Panettone, al Pandoro, ai dolci di Natale tradizionali: viaggio tra i sapori regionali
Natale, tempo di festa e di famiglia: riunirsi intorno alla tavola imbandita è un momento di gioia e convivialità a cui è difficile rinunciare. Così nelle case di tutto il mondo si festeggia non solo scambiandosi regali, ma anche condividendo del buon cibo della tradizione che, dall’antipasto al dolce, si tramanda di generazione in generazione. I dolci del periodo natalizio sono diversi da regione a regione, anche se per alcuni di loro è stato facile oltrepassare i confini regionali e diffondersi in tutta Italia. Stiamo parlando principalmente del panettone, il dolce per eccellenza, ma anche del pandoro e del torrone, così buoni da trovarsi sulla maggior parte delle tavole allestite per le feste.
I DOLCI DI NATALE REGIONE PER REGIONE
Pandolce genovese
La sua origine si perde nella notte dei tempi e viene considerato il capostipite dei tanti pan dolci diffusi nelle diverse regioni, fra cui anche del panettone. Il pandolce genovese pare abbia origini persiane e se ne trovano testimonianze già nell’XI secolo, quindi prima che Ludovico il Moro assaggiasse la sua prima fetta di Panettone, di quel distratto del suo cuoco Toni che improvvisò un pane dolce. La tipica forma a cupola e la presenza dell’uvetta fanno pensare a un legame tra questi due dolci, seppure di consistenza molto diversa.
Tronchetto di Natale
È il dolce di Natale tipico piemontese: un trionfo di cioccolato e crema di marroni che prende il nome da un’antica leggenda che vuole si bruciasse un tronco di castagne nel camino in segno di buon auspicio per il nuovo anno.
Mecoulin
In Val d’Aosta si mangia il Mecoulin, un pane dolce al latte con uvetta che originariamente veniva cotto nei forni comuni, dando vita ad un momento di aggregazione in attesa di festeggiare il Natale.
Zelten
Pane dolce con frutta secca, uvetta, cannella e canditi. Tipico del Sud Tirolo, si trova ormai in tutto il Trentino Alto Adige con delle piccole varianti in ciascuna delle valli della regione.
Gubana
È una pasta dolce del Friuli Venezia Giulia, lievitata e dalla forma a chiocciola. Ha un ripieno di noci, nocciole e pinoli aromatizzato con grappa o rum.
Panone di Bologna e Spongata
In Emilia Romagna si trovano diversi dolci di Natale tipici, fra cui ricordiamo il Panone di Bologna, un prodotto da forno a base di cacao, canditi, cioccolata e uva sultanina. Nel reggiano si trova la Spongata, un dolce piatto e rotondo con un interno di pasta morbida e consistente dal forte sapore speziato a base di noci, mandorle, uvetta e pinoli con cedro, cannella chiodi di garofano e noce moscata.
Panforte
Tipico dolce natalizio della Toscana, fatto con frutta candita, mandorle e spezie. Le prime testimonianze scritte relative a questo dolce risalgono all’anno Mille quando veniva chiamato Pane Natalizio.
Frustingo
Le Marche, invece, offrono un paio di dolci di Natale: il Frustingo (detto anche Pastrengo nel pesarese) fatto con pane raffermo, fichi e frutta secca e la Pizza di Natale, con una base di pasta di pane, sempre con frutta secca a cui, recentemente, viene aggiunto il cacao.
Torciglione
In Umbria si è soliti preparare il Torciglione, un dolce secco, preparato con farina, zucchero, mandorle e pinoli che vengono usati per simulare, in superficie, le squame di questo gustoso “serpente”.
Parrozzo
Ci spostiamo in Abruzzo dove a farla da padrone è il classico Parrozzo, “pane rozzo” che, con la sua forma semi sferica, si ispira a quella delle pagnotte di granturco contadine. Gli ingredienti sono farina gialla o semolino a cui vengono aggiunti uova, zucchero, mandorle arricchito dalla copertura di finissimo cioccolato fondente.
Pangiallo
Dalla Roma Imperiale a oggi nel Lazio si è tramandata la tradizione di preparare il Pangiallo. Un impasto composto da farina, frutta secca, miele e cedro candito che prende il suo nome dalla copertura gialla della crosta ottenuta con una miscela di farina, olio e zafferano.
Struffoli o Caragnoli
In Campania, come dolci di Natale, si preparano gli Struffoli. Palline di pasta dolce, fritte e poi intinte nel miele, decorate con confettini di zucchero colorati e frutta candita.
Anche in Molise si frigge la pasta e si ricopre di miele. Cambia il nome, ovvero Caragnoli, e la forma è a elica.
Calzoncelli
In Basilicata la pasta si fa ripiena. I Calzoncelli sono una sorta di ravioli fritti ripieni con crema di castagne e cioccolato che dopo la cottura vengono ricoperti di zucchero a velo.
Cartellate
In Puglia è tradizione preparare le Cartellate. Di origine antichissima, rappresentano l’aureola o le fasce che avvolsero Gesù. Si tratta di una sfoglia sottilissima, lavorata a forma di rosa e fritta che la rende friabile e croccante con un gusto inconfondibile di miele e vin cotto.
Pitta
La Pitta ‘mpigliata, o ‘nchiusa, è un dolce natalizio tipico calabrese con tanta frutta secca accompagnata da miele e cannella.
Seadas e Buccellato
Andiamo ad assaggiare i dolci tipici delle nostre due grandi isole. In Sardegna ci aspettano le Seadas, una sfoglia di pasta ripiena di formaggio, che viene fritto e poi cosparso di miele. In Sicilia, il dolce natalizio per eccellenza è il Buccellato, dolce di pasta frolla farcito con fichi secchi, uva passa, mandorle e scorze d’arancia.
Panettone e Pandoro
Con la pancia piena e un bel sorriso per tanta squisita dolcezza, ritorniamo da dove siamo partiti: Panettone e Pandoro. Pur essendo diffusi in tutta Italia, sono legati alle storie della propria regione. In Lombardia regna sovrano il Panettone. Sulle sue origini girano diverse leggende, di sicuro la ricetta originale dell’impasto era con farina, uova, burro, uvetta e canditi. Negli anni, però, si sono viste accrescere le più disparate versioni un po’ per andare incontro ai gusti dei consumatori, un po’ per la creatività di alcuni pasticceri per cui adesso se ne trovano con cioccolato, all’arancia, con crema di pistacchio, con frutta esotica, integrale, vegano solo per citarne alcuni.
Il Veneto è, invece, la patria del Pandoro. La sua storia è ricca di aneddoti e leggende, ma la nascita ufficiale avvenne il 14 Ottobre 1884, quando Domenico Melegatti presentò all’ufficio brevetti questo dolce buonissimo, la cui tradizione vuole che si cosparga lo zucchero a velo al momento dell’apertura.