Frutti di mare, afrodisiaci e ricci di benefici
Dal sapore unico e inconfondibile, amati da tutti, i frutti di mare rappresentano un vero fiore all’occhiello della cucina. Permettono, infatti, di preparare antipasti, sughi, primi e secondi dal gusto inequivocabile. Il loro potere “afrodisiaco”, inoltre, li rende un ingrediente ricercato nelle occasioni in cui si vuole deliziare l’amato/a con una cena romantica.
Nel linguaggio gastronomico, con il termine frutti di mare si fa riferimento agli organismi acquatici invertebrati. Tra i più noti troviamo le ostriche, le cozze, le vongole, le capesante e i cannolicchi, apprezzatissimi nella versione al gratin. Oltre ad essere estremamente gustosi, sono ricchi di ferro, iodio e zinco e hanno un basso contenuto di grassi al punto da potersi consumare fino a tre volte a settimana. Le proteine in essi contenute sono costituite da aminoacidi essenziali, che vengono sintetizzati dal nostro organismo, importante quindi per la salute del nostro sistema muscolare.
Conosci tutti i Frutti di mare?
Cozze dell’adriatico
Di medie dimensioni, succose e saporite, perfette da apprezzare in un sauté.
Cozze spezia
Ricche di vitamine e sali minerali, buonissime al gratin o in guazzetto.
Vongole lupino
Dall’ottimo contenuto proteico, sono di piccole dimensioni, con carni tenere e dolci.
Ostriche concave
Profumate e sapide, ottime con una spruzzata di limone.
Bis di frutti di mare
Perfetto per preparare una prelibata zuppa o un profumato risotto.
Capesante atlantica Mezzo guscio
Gustosa e carnosa, la cottura al gratin esalta tutta la particolarità del suo sapore.
LE RICETTE
AMATRICIANA DI MARE CON LE COZZE
60 min 4 persone Media
Ingredienti:
• 1kg cozze o mitili
• 320 gr pasta di semola di grano duro
• Pecorino romano q.b.
• 1 spicchio d’aglio
• Peperoncino in polvere q.b.
• 400 gr pomodori pelati
• 50 gr guanciale a fette
• ½ bicchiere di vino bianco
• Olio EVO e prezzemolo tritato q.b.
Preparazione:
Preparate il sugo tritando l’aglio privato dell’anima e soffriggetelo con 4 cucchiai d’olio extravergine di oliva e un pizzico di peperoncino.
Unite i pomodori pelati tagliati a dadini, regolate di sale e fate cuocere su fiamma bassa per 30 minuti.
Pulite le cozze eliminando il bisso e strofinando le valve con una retina sotto il getto di acqua corrente.
Scaldate 2 cucchiai di olio evo in una padella con i bordi alti, aggiungete le cozze, mescolate e versate il vino bianco. Mettete il coperchio e fate aprire le cozze a fiamma alta. Quando le valve sono aperte, eliminate quelle vuote e scolate le restanti dal fondo di cottura prelevandole con un mestolo forato e tenetele al caldo. Filtrate il liquido di cottura delle cozze, aggiungetelo al sugo e lasciatelo evaporare.
Quasi al termine della cottura del sugo, aggiungete le cozze tenute da parte.
Intanto portate a bollore abbondante acqua salata in una pentola dai bordi alti, tuffate i bucatini e cuocete al dente per il tempo indicato sulla confezione. Tagliate il guanciale a tocchetti e fatelo rosolare senza grassi in una padella antiaderente finché risulterà dorato e croccante.
Scolate la pasta al dente, versatela nella padella con il sugo e le cozze, mantecate con il guanciale e con il pecorino grattugiato e servite subito l’amatriciana di mare con le cozze con un po’ di prezzemolo tritato su ogni porzione.
CAPESANTE SCOTTATE CON GRANELLA DI PISTACCHIO
20 min 4 persone Facile
Ingredienti:
• 8 capesante
• 50 gr pangrattato
• 1 rametto di prezzemolo
• 30 gr pistacchi
• 200 gr rucola
• 1 limone
• Olio EVO, sale e pepe q.b.
Preparazione:
Estraete la noce (il frutto di mare bianco) dalla conchiglia e sciacquatelo sotto acqua corrente, eliminate la parte del corallo, tamponate le capesante con un panno di carta da cucina.
Tritate molto finemente il prezzemolo e grossolanamente i pistacchi.
In una padella antiaderente versate un filo d’olio e fate velocemente tostare il pangrattato. Mescolate il pangrattato con il trito di prezzemolo e la granella di pistacchi. Condite con olio, sale e pepe.
Lavate la rucola e conditela con un filo d’olio, sale e qualche goccia di succo di limone. Ungete una padella antiaderente con un filo d’olio, lasciate riscaldare e adagiate sopra le capesante. Cuocetele 40 secondi per lato.
Sistemate le capesante scottate su un piatto, copritele con il composto di pangrattato e pistacchio. Aggiungete la scorza di limone grattugiata e servite con la rucola condita.
Potrete guarnire le capesante scottate anche con la scorza di arancia. L’abbinamento carne e pesce e sempre più apprezzato anche nell’alta cucina. Per dare un sapore ancora più deciso alle capesante scottate, potrete guarnirle con bacon croccante e una maionese di avocado per rinfrescare.
Curiosità sui frutti di mare
UN PIATTO DA STAR
Le vongole si sentono ma non ci sono, sono fujute (scappate, in dialetto napoletano). La leggenda vuole che la paternità di questa specialità partenopea sia del grande Edoardo De Filippo, che rientrando a casa particolarmente affamato dopo uno spettacolo, si fece un piatto di spaghetti con quello che aveva in casa, ovvero prezzemolo, aglio e pomodorini. A suo dire il piatto risultò talmente buono da creare l’illusione del sapore delle vongole che però….non c’erano!
UN MITILE ESAGERATO!
La Tridacna Gigante è la cozza più grande del mondo, capace di misurare anche 1 metro e mezzo e di pesare ben 300 kg. Chissà che spaghettata…
BUON NATALE CRISTOFORO COLOMBO
La Santa Maria, una delle tre caravelle usate da Cristoforo Colombo per raggiungere l’America, si arenò ad Haiti nel giorno di Natale del 1492 anche per colpa di un particolare tipo di cozza che si nutre di legno, materiale con cui erano costruite le navi dell’epoca.
UN FILTRO PERFETTO
Le ostriche, come molti altri molluschi, sono estremamente preziose per l’ecosistema perchè assorbono l’acqua dell’oceano, alimentandosi di batteri e fitoplancton, restituendo l’acqua filtrata e ripulita.
NON APRITE QUELL’OSTRICA!
Trovata una gigantesca ostrica fossile di 145 milioni di anni fa. Al suo interno potrebbe esserci la perla più grande del mondo, ma nessuno la vuole aprire per paura di rovinarla per sempre. Rischiamo?
CAPE… SANTE!
Le capesante in Francia si chiamano Saint Jacques (San Giacomo). Il nome deriva da un’usanza medievale dei pellegrini cristiani sul cammino di Santiago di Compostela. Arrivati alla meta, (Santiago o in francese Saint Jacques), raccoglievano le conchiglie e se le appendevano addosso come portafortuna.
E CHI SI MUOVE?
Un team di ingegneri del MIT ha messo a punto la colla più potente al mondo, un bioadesivo che si ispira a quello utilizzato dai mitili per aderire alle rocce. Come si suol dire…come cozze allo scoglio!